Tassa sui rifiuti

di Giovedì, 09 Ottobre 2014 - Ultima modifica: Venerdì, 09 Agosto 2019
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T A R I 

La Tassa sui rifiuti (TARI) è stata istituita dalla Legge n. 147 del 27 Dicembre 2013, commi 639 e ss., decorre dal 01 Gennaio 2014 e sostituisce il prelievo vigente fino al 31 Dicembre 2013 (TARES e T.I.A.). Rappresenta la componente, relativa al servizio rifiuti dell’Imposta Unica Comunale (IUC) ed è destinata a finanziare integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a carico dell’utilizzatore.

T A S S A  R I F I U T I     T A R I

Indice

1)    Applicazione Tari

2)   Soggetto attivo

3)   Presupposto applicazione del Tributo

4)   Soggetti passivi e Responsabili della Obbligazione Tributaria

5)   Locali ed Aree Oggetto della Tariffa

6)   Esclusione dal Tributo per inidoneità a produrre Rifiuti

7)   Esclusioni per produzione di rifiuti non conferibili al pubblico servizio

8)   Superficie degli immobili

9)   Costo di gestione 

10) Determinazione della tariffa 

11)  Articolazione della tariffa 

12) Periodi di applicazione del tributo  

13) Tariffa per le utenze domestiche 

14)   Occupanti le utenze domestiche 

15) Tariffa per le utenze non domestiche 

16) Simulatore di calcolo TARI e modello di pagamento

17) Tributo giornaliero 

18) Tributo provinciale

19) Riduzioni e agevolazioni

20) Cumulo di riduzioni e agevolazioni

21) Dichiarazione, Accertamento e Riscossione, Contenzioso

22) Sostanze assimilate ai rifiuti urbani

 

Applicazione Tari

Nell’ambito della potestà regolamentare prevista dall’art. 52 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, viene istituita la componente TARI dell’Imposta Unica Comunale “IUC” prevista dai commi dal 639 al 705 della legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014) e diretta alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti, in particolare stabilendo condizioni, modalità e obblighi strumentali per la sua applicazione.

L’entrata ha natura tributaria, ed è destinata alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale.

La tariffa del tributo TARI si conforma alle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

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Soggetto attivo

Il tributo è applicato e riscosso dal comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo. Ai fini della prevalenza si considera l’intera superficie dell’immobile, anche se parte di essa sia esclusa o esente dal tributo.

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    Presupposto per l’applicazione del Tributo

Presupposto del tributo è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo e anche di fatto, di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.

I locali e le aree si presumono condotti o occupati e quindi soggetti a tributo, anche ai fini degli accertamenti, dalla data in cui sono stati predisposti all’ uso. L’ assoggettabilità si verifica con l’utilizzo che può essere presunto con l’allacciamento ad almeno un servizio pubblico a rete (acqua, gas, energia elettrica, ecc.) e con la presenza di arredi o attrezzature.

Anche in mancanza di tali presupposti, l’occupazione di un locale per un’utenza domestica si presume, senza la possibilità di prova contraria, dalla data di acquisizione della residenza anagrafica. Il cambio di residenza non comporta automaticamente la cessazione dell’obbligazione per il servizio di gestione dei rifiuti urbani.

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Soggetti passivi e Responsabili della Obbligazione Tributaria

Il tributo è dovuto da chi, persona fisica o giuridica, a qualsiasi titolo possiede o detiene i locali e le aree assoggettabili. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’ adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

Si considera in ogni caso soggetto tenuto al pagamento del tributo:

a) per le utenze domestiche, in solido, l’intestatario della scheda di famiglia anagrafica o colui che ha sottoscritto la dichiarazione iniziale o i componenti del nucleo famigliare o altri detentori.

b) per le utenze non domestiche, il titolare dell’attività o il legale rappresentante della persona giuridica o il presidente degli enti ed associazioni prive di personalità giuridica, in solido con i soci.

In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi, anche non continuativi, nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie. Rientrano in tale fattispecie anche le abitazioni e relative pertinenze o accessori locate a non residenti.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo. Il soggetto che gestisce i servizi comuni è tenuto alla presentazione della dichiarazione iniziale, di variazione o di cessazione relativa alle superfici dei locali ed aree ad uso comune, nonché di quelle utilizzate in forma esclusiva.

Per le parti comuni condominiali di cui all’ art. 1117 c.c., utilizzate in via esclusiva, il tributo è dovuto dagli occupanti o conduttori delle medesime.

L’Amministratore del condominio o il proprietario dell’immobile sono tenuti a presentare, su richiesta del Comune, l’elenco dei soggetti che occupano o detengono a qualsiasi titolo i locali o le aree scoperte.

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Locali ed Aree Oggetto della Tariffa

Si considerano suscettibili di produrre rifiuti:

a) tutti i locali, comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo, chiusi o chiudibili su tre lati verso l’esterno, qualunque sia la loro destinazione o il loro uso, a prescindere dalla loro regolarità in relazione alle disposizioni di carattere urbanistico edilizio e catastale;

b) le aree scoperte, intendendosi per tali sia le superfici prive di edifici o di strutture edilizie, sia gli spazi circoscritti che non costituiscono locale, come tettoie, balconi, terrazze, dancing, cinema all’aperto e parcheggi, salvo i casi di esclusione espressamente previsti dal regolamento comunale;

c) aree destinate in modo temporaneo e non continuativo ad attività quali mercati ambulanti, fiere, mostre ed attività similari.

Per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano nelle categorie A, B e C, per le quali non è possibile addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile alla TARI pari all’80 per cento di quella catastale, in base alle procedure di interscambio tra il Comune e l’Agenzia delle Entrate, la superficie assoggettabile alla TARI è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Per le unità immobiliari a destinazione speciale, ovvero facenti parte delle categorie catastali D ed E, la superficie assoggettabile alla TARI è quella calpestabile.

Per le unità immobiliari assoggettabili in base alla superficie calpestabile, la superficie, per i fabbricati, viene misurata sul filo interno dei muri e, per le aree scoperte, sul perimetro interno delle medesime, al netto delle eventuali costruzioni insistenti. La superficie complessiva è arrotondata per eccesso se la frazione è superiore o uguale al mezzo metro quadrato, e per difetto, se la frazione è inferiore al mezzo metro quadrato.

Alle unità immobiliari adibite a utenza domestica in cui sia esercitata anche un’attività economica o professionale, qualora non sia distinguibile la superficie destinata all'attività da quella dedicata all'uso domestico, è applicata la tariffa delle utenze domestiche.

Ai fini dell’applicazione della TARI, si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. In ogni caso il soggetto passivo o il responsabile dell’obbligazione tributaria è tenuto a presentare la dichiarazione, se le superfici già dichiarate o accertate ai fini del soppresso prelievo abbiano subito variazioni da cui consegue un diverso ammontare del tributo dovuto.

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Esclusione dal Tributo per inidoneità a produrre Rifiuti

1. Non sono soggetti al tributo i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o che non comportano, secondo la comune esperienza, la produzione di rifiuti in misura apprezzabile per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati, come a titolo esemplificativo:

a)   le unità immobiliari adibite a civile abitazione non utilizzate prive di mobili e suppellettili e sprovviste di contratti attivi di fornitura dei servizi pubblici a rete;

b)   le superfici coperte e scoperte destinate al solo esercizio di attività sportiva, ferma restando l’imponibilità delle superfici destinate ad usi diversi, quali spogliatoi, servizi igienici, uffici, biglietterie, punti di ristoro, gradinate e simili;

c)   i locali stabilmente riservati a impianti tecnologici, quali vani ascensore, centrali termiche, cabine elettriche, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura senza lavorazione, silos e simili;

d)   le unità immobiliari per le quali sono stati rilasciati, anche in forma tacita, atti abilitativi per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, limitatamente al periodo dalla data di inizio dei lavori fino alla data di inizio dell’occupazione;

e)   le aree impraticabili o intercluse da stabile recinzione;

f)   le aree scoperte non operative non suscettibili di produrre rifiuti, quelle adibite in via esclusiva al transito o alla sosta gratuita dei veicoli , destinate all’accesso alla pubblica via ed al movimento veicolare interno, e quelle ornamentali ove non strumentali all’esercizio dell’attività;

g)   per gli impianti di distribuzione dei carburanti: le aree scoperte non utilizzate né utilizzabili perché impraticabili o escluse dall’uso con recinzione visibile; le aree su cui insiste l’impianto di lavaggio degli automezzi; le aree visibilmente adibite in via esclusiva all’accesso e all’uscita dei veicoli dall’area di servizio e dal lavaggio.

h)   le superfici di unità immobiliari adibite esclusivamente all’esercizio dei culti ammessi e riconosciuti dallo Stato, per la parte effettivamente utilizzata come tale con esclusione in ogni caso dei locali annessi ad uso abitativo;

i)     solai e sottotetti non collegati da scale, fisse o retrattili, da ascensori o montacarichi;

2) Le circostanze di cui al comma precedente devono essere indicate nella dichiarazione originaria o di variazione con validità non retroattiva rispetto alla data di presentazione ed essere riscontrabili in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o da idonea documentazione quale, ad esempio, la dichiarazione di inagibilità o di inabitabilità emessa dagli organi competenti, la revoca, la sospensione, la rinuncia degli atti abilitativi tali da impedire l'esercizio dell'attività nei locali e nelle aree ai quali si riferiscono i predetti provvedimenti.

3) Nel caso in cui sia comprovato il conferimento di rifiuti al pubblico servizio da parte di utenze totalmente escluse dal tributo ai sensi del presente articolo, lo stesso verrà applicato per l’intero anno solare in cui si è verificato il conferimento, oltre agli interessi di mora e alle sanzioni per infedele dichiarazione.

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Esclusioni per produzione di rifiuti non conferibili al pubblico servizio

1. Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano in via continuativa e nettamente prevalente, rifiuti speciali non assimilati e/o pericolosi, oppure sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti di cui all’articolo 4, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alle normative vigenti.

2.  Non sono, in particolare, soggette a tariffa:

a)    le superfici adibite all’allevamento di animali;

b)   le superfici dei locali e delle aree adibiti all’esercizio dell’impresa agricola sul fondo e relative pertinenze, produttive di paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura o nella selvicoltura, quali legnaie, serre a terra, fienili e simili depositi agricoli;

c)    le superfici delle strutture sanitarie pubbliche e private adibite, come attestato da certificazione del direttore sanitario, a: sale operatorie, stanze di medicazione,

laboratori di analisi, di ricerca, di radiologia, di radioterapia, di riabilitazione e simili, reparti e sale di degenza che ospitano pazienti affetti da malattie infettive.

3. Sono altresì escluse dal tributo le superfici con produzione di rifiuti assimilati agli urbani superiori ai limiti quantitativi individuati all’articolo 3, comma 1.

4. Relativamente alle attività di seguito indicate, qualora sia documentata una contestuale produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali non assimilati o di sostanze comunque non conferibili al pubblico servizio, ma non sia obiettivamente possibile o sia sommamente difficoltoso individuare le superfici escluse dal tributo, la superficie imponibile è calcolata forfetariamente, applicando all’intera superficie su cui l’attività è svolta le percentuali di abbattimento indicate nel seguente elenco:

  % di  
categoria di attività abbattimento  
  della superficie  
     
TIPOGRAFIE 20%  
     
FALEGNAMERIE 25%  
     
AUTOCARROZZERIE 35%  
     
AUTOFFICINE PER RIPARAZIONE VEICOLI 35%  
     
GOMMISTI 30%  
     
AUTOFFICINE DI ELETTRAUTO 30%  
     
LAVANDERIE 15%  
     
TINTORIE 15%  
     
VERNICIATURA – GALVANOTECNICI - FONDERIE 25%  
     
OFFICINE DI CARPENTERIA METALLICA 25%  
     
AMBULATORI MEDICI E DENTISTICI (non facenti parte delle    
strutture sanitarie che operano in forma organizzata e 10%  
continuativa nell'ambito e per le finalità di cui alla legge  
   
833/1978)    
     
ODONTOTECNICI 10%  
     
LABORATORI TESSILI 30%  
     
PELLICCERIE 10%  
     
FABBRICAZIONE DI MACCHINE E APPARECCHIATURE ELETTRICHE 25%  
     
FABBRICAZIONE DI PRODOTTI DI CUOIO, PELLE E SIMILARI 20%  
     
ALTRE ATTIVITA’ MANIFATTURIERE 20%  
     
SCATOLIFICI ED AFFINI 10%  
     

5. Per fruire dell'esclusione prevista dai commi precedenti, gli interessati devono:

  • indicare nella denuncia originaria o di variazione il ramo di attività e la sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio, ecc.), nonché le superfici di formazione dei rifiuti o sostanze, indicandone l’uso e le tipologie di rifiuti prodotti (urbani, assimilati agli urbani, speciali, pericolosi, sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti) distinti per codice CER;
  • comunicare entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento i quantitativi di rifiuti prodotti nell’anno, distinti per codici CER, allegando la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate.

6. In caso di mancata indicazione in denuncia delle superfici produttive di rifiuti speciali, l’esclusione di cui al comma precedente non potrà avere effetto fino al giorno in cui non venga presentata la dichiarazione.

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Superficie degli immobili

  1. Fino all’ attuazione delle disposizioni di cui al comma 647 della Legge 147/2013 (cooperazione tra i comuni e l’Agenzia del territorio per la revisione del catasto), la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.
  2. Avvenuta la compiuta attivazione delle procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune di cui all’articolo 9-bis del DL 201/11, la superficie assoggettabile al tributo delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, è pari all'ottanta per cento (80%) della superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal DPR 138/98. Il Comune comunicherà ai contribuenti le nuove superfici imponibili adottando le più idonee forme di comunicazione e nel rispetto dell’articolo 6 della Legge 212/00.
  3. Per le altre unità immobiliari la superficie di commisurazione del tributo, ai sensi del comma 648 della Legge 147/2013, è pari a quella calpestabile, misurata al filo interno dei muri, con esclusione di quella parte con altezza minima di m. 1,50 e di quella parte ove si formano di regola rifiuti speciali non assimilati, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
  4. La superficie complessiva è arrotondata al metro quadro superiore se la parte decimale è maggiore di 0,50; in caso contrario al metro quadro inferiore.
  5. Per i distributori di carburante sono di regola soggetti a tariffa i locali, nonché l’area della proiezione al suolo della pensilina ovvero, in mancanza, la superficie delle aree scoperte adiacenti gli impianti di erogazione per una superficie convenzionale calcolata applicando una distanza di 3 metri lineari dall’ erogatore su ciascun lato.

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Costo di gestione

  1. Il tributo TARI è istituito per la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, ricomprendendo anche i costi di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ad esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali al cui smaltimento provvedono a proprie spese i relativi produttori comprovandone l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
  2. I costi del servizio sono definiti ogni anno sulla base del Piano Finanziario degli interventi e dalla relazione illustrativa redatti dall’affidatario della gestione dei rifiuti urbani almeno due mesi prima del termine per l'approvazione del bilancio di previsione, e approvati dal Comune, tenuto conto degli obiettivi di miglioramento della produttività, della qualità del servizio fornito.
  3. Il Piano Finanziario indica in particolare gli scostamenti che si siano eventualmente verificati rispetto al Piano dell’anno precedente e le relative motivazioni.
  4. E’ riportato a nuovo, nel Piano Finanziario successivo o anche in Piani successivi non oltre il terzo, lo scostamento tra gettito a preventivo e a consuntivo del tributo comunale sui rifiuti, al netto del tributo provinciale.

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Determinazione della tariffa

  1. Il tributo TARI è corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
  2. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base

delle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile

1999, n. 158 e dei criteri determinati con il presente regolamento.

     3.La tariffa è determinata sulla base del Piano Finanziario con specifica deliberazione del Consiglio comunale, da adottare entro la data di approvazione del bilancio di previsione relativo alla stessa annualità, e comunque entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione.

     4.La deliberazione, anche se approvata successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine indicato al comma precedente, ha effetto dal 1º gennaio dell’anno di riferimento. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applicano le tariffe deliberate per l’anno precedente.

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Articolazione della tariffa

  1. La tariffa è composta da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per opere e ai relativi ammortamenti, e da una quota variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, alle modalità del servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, compresi i costi di smaltimento.

      2.  La tariffa è articolata nelle fasce di utenza domestica e di utenza non domestica.

      3.L’insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa è ripartito tra le utenze domestiche e non domestiche secondo criteri razionali. A tal fine, i rifiuti teoricamente riferibili alle utenze domestiche e non domestiche possono essere determinati anche in base ai coefficienti di produttività Ka, Kb Kc e Kd di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

A tal fine i costi fissi del servizio di smaltimento sono ripartiti fra le utenze domestiche e quelle non domestiche sulla base della rispettiva percentuale di partecipazione al gettito nell’anno precedente tenendo altresì conto, nella determinazione di tale percentuale, delle superfici di riferimento. Fino a quando non sarà adottato un sistema di rilevazione delle quantità di rifiuti individualmente prodotte dal singolo utente o nel caso in cui non risulti possibile commisurare le quantità di rifiuti conferite dalle due categorie di utenza sulla base di comprovati dati statistici, anche la parte variabile è suddivisa fra le due categorie di utenza, con lo stesso criterio previsto per la ripartizione della parte fissa esposto in precedenza.

       4.E’ assicurata la riduzione per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche, prevista dal comma 658 della Legge 147/2013, e dell’art. 4, comma 2,

D.P.R. 158/1999, attraverso l’abbattimento della parte variabile della tariffa complessivamente imputata a tali utenze in misura proporzionale ai risultati conseguiti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta differenziata.

      5. Le agevolazioni di cui al comma precedente si applicheranno non appena sarà possibile disporre di metodi di misurazione della quota individuale avviata a raccolta differenziata.

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Periodi di applicazione del tributo

  1. Il tributo è dovuto limitatamente al periodo dell’anno, computato in giorni, nel quale sussiste l’occupazione o la detenzione dei locali o aree.
  2. L’obbligazione tariffaria decorre dal giorno in cui ha avuto inizio l’occupazione o la detenzione dei locali ed aree, oppure è variata o modificata, e sussiste sino al giorno in cui ne è cessata l’utilizzazione, purché debitamente e tempestivamente dichiarata.
  3. Se la dichiarazione di cessazione è presentata in ritardo si presume che l’utenza sia cessata alla data di presentazione, salvo che l’utente dimostri con idonea documentazione la data di effettiva cessazione.
  4. In caso di mancata presentazione della denuncia di cessazione nel corso dell’anno in cui la stessa si è verificata o nel termine di cui al successivo articolo 32, la tariffa non è dovuta per le annualità successive se il contribuente, che ha prodotto denuncia di cessazione, dimostri di non aver continuato l’occupazione o la detenzione di locali ed aree ovvero se la tariffa sia stata assolta dall’utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d’ufficio.
  5. Le variazioni intervenute nel corso dell’anno, in particolare nelle superfici e/o nelle destinazioni d’uso dei locali e delle aree scoperte, che comportano un aumento di tariffa producono effetti dal giorno di effettiva variazione degli elementi stessi anche se la presentazione della denuncia è avvenuta successivamente a tale data. Il medesimo principio vale anche per le variazioni che comportino una diminuzione di tariffa, a condizione che la dichiarazione, se dovuta, sia prodotta entro i termini di cui al successivo articolo 32, decorrendo altrimenti dalla data di presentazione. Le variazioni di tariffa saranno di regola conteggiate a conguaglio (tramite compensazioni, sgravi o rimborsi).

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Tariffa per le utenze domestiche

  La quota fissa della tariffa per le utenze domestiche è determinata applicando alla superficie dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono pertinenza le tariffe per unità di superficie parametrate al numero degli occupanti, secondo le previsioni di cui al punto4.1, all.1, del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.La quota variabile della tariffa per le utenze domestiche è determinata in relazione al numero degli occupanti, secondo le previsioni di cui al punto 4.2, all.1, del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158. I coefficienti rilevanti nel calcolo della tariffa sono determinati nella delibera tariffaria.

Tariffa di Riferimento per le Utenze Domesiche
Tariffa Utenza Domestica

KA appl

Coif. Di adattamento per superficie di (per attribuzione parte fissa

KB  appl

Coif. Di adattamento per superficie di (per attribuzione parte variabile

Tariffa Fissa Tariffa Variabile
1.1 Uso Domestico UN Componente 0,75 1,00 0,30430 59,11882
1.2 Uso Domestico DUE Componenti 0,88 1,80 0,35704 106,41387
1.3 Uso Domestico TRE Componenti 1,00 2,30 0,40573 135,97328
1.4 Uso Domestico QUATTRO Componenti 1,08 3,00 0,43819 177,35645
1.5 Uso Domestico CINQUE Componenti 1,11 3,60 0,45036 212,82774
1.6 Uso Domestico SEI o PIU’ Componenti 1.10 4,10 0,44630 242,38714

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Occupanti le utenze domestiche

  1. Per le utenze domestiche condotte da persone fisiche che vi hanno stabilito la propria residenza anagrafica, il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante nell’anagrafe comunale, salva diversa e documentata dichiarazione dell’utente. Devono comunque essere dichiarate le persone che non fanno parte del nucleo familiare anagrafico e dimoranti nell’utenza per almeno sei mesi nell’anno solare (come, ad esempio, le colf che dimorano presso la famiglia).
  2. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi, istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata.
  3. Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune, per gli alloggi dei cittadini residenti all’estero (iscritti AIRE), e per gli alloggi a disposizione di enti diversi dalle persone fisiche, il tributo è dovuto per intero, per numero 2 componente.
  4. Le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se condotte da persona fisica priva nel comune di utenze abitative.
  5. Per le unità abitative, di proprietà o possedute a titolo di usufrutto, uso o abitazione da soggetti già ivi anagraficamente residenti, tenute a disposizione dagli stessi dopo aver trasferito il domicilio in Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) o istituti sanitari e non locate, il numero degli occupanti è fissato, previa presentazione di richiesta documentata, in una unità.
  6. Per le unità immobiliari ad uso abitativo occupate da due o più nuclei familiari la tariffa è calcolata con riferimento al numero complessivo degli occupanti l’alloggio.
  7. Il numero degli occupanti le utenze domestiche è quello risultante al primo di gennaio dell’anno di riferimento o, per le nuove utenze, alla data di apertura. Le variazioni intervenute successivamente avranno efficacia a partire dall'anno seguente.
  8. Non costituiscono utenze domestiche quelle destinate a Bed and Breakfast, case per vacanze e simile strutture, che vanno collocate nella categoria di albergo senza ristorante.
  9. Per le utenze domestiche condotte da persone non residenti nel comune ( non iscritte nell'anagrafe, quindi seconde case) il numero di occupanti considerato è di 2 componenti.

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Tariffa per le utenze non domestiche

  1. La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche è determinata applicando alla superficie imponibile le tariffe per unità di superficie riferite alla tipologia di attività svolta, calcolate sulla base di coefficienti di potenziale produzione secondo le previsioni di cui al punto 4.3, all.1, del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
  2. La quota variabile della tariffa per le utenze non domestiche è determinata applicando alla superficie imponibile le tariffe per unità di superficie riferite alla tipologia di attività svolta, calcolate sulla base di coefficienti di potenziale produzione secondo le previsioni di cui al punto 4.4, all.1, del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
  3. I coefficienti rilevanti nel calcolo della tariffa sono determinati per ogni classe di attività contestualmente all’adozione della delibera tariffaria.
Tariffa di Riferimento per le Utenze non Domesiche
Attività Produttive Tariffa Fissa m2 Tariffa Variabile m2
1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 0,12381 2,12940
2 Campeggi, distributori carburanti   2,71440
3 Stabilimenti balneari 0,17858 2,90160
4 Esposizioni, autosaloni 0,12381 2,12940
5 Alberghi con ristorante 0,36906                        2,24640                       
6 Alberghi senza ristorante 0,23572 2,05920
7 Case di cura e riposo 0,28572 3,65040
8 Uffici, agenzie, studi professionali 0,25001 4,33368
9 Banche ed istituti di credito 0,15000 2,57868
10 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli 0,27620 4,49280
11 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 0,36191 4,68000
12 Attività artigianali tipo botteghe (falegname, idraulico, fabbro, elettricista, parrucchiere) 0,25239 3,60360
13 Carrozzeria, autofficina, elettrauto 0,34525 5,14800
14 Attività industriali con capannoni di produzione 0,20477 3,36960
15 Attività artigianali di produzione beni specifici 0,22620 2,76588
16 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie 1,94766 9,26640
17 Bar, caffè, pasticceria 1,50479 8,70480
18 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 0,66668 11,55024
19 Plurilicenze alimentari e/o miste 0,71906 8,79840
20 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante 0,07745 1,40400
21 Discoteche, night club 0,23235 4,18860
22 Magazzini a disposizione 0,09112 0,09360

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Simulatore di calcolo TARI e modello di pagamento

Per verificare quanto il contribuente deve versare viene fornito un link e dei file di calcolo 

* N/B il contribuente è il Responsabile unico della correttezza del calcolo e compilazione del modello F24, pertanto lo stesso è invitato sempre a verificare la correttezza dei calcoli prima di procedere al pagamento

direttamente all' UFFICIO TRBUTI 

 

Codice Tributo TARI 3944  vedi RISOLUZIONE N. 45/E  Agenzia delle Entrate

Immagine decorativa

 

Tabella codici per tributi locali (IMU, ICI, Tosap, Tarsu, oblazione per condono edilizio, Imposta di scopo, Contributo di soggiorno) (apre il link in una nuova finestra)
 Esempio esplicativo per la  compilazione del modello F24 per il Codice Tributo 3944  (apre il link in una nuova finestra)
Modello F24 semplificato editabile (apre il link in una nuova finestra) 

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Tributo giornaliero

  1. Per le utenze non domestiche, il tributo si applica in base a tariffa giornaliera ai soggetti che occupano o detengono temporaneamente, ossia per periodi inferiori a 183    giorni nel corso dello stesso anno solare, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico.
  2. La tariffa applicabile è determinata rapportando a giorno la tariffa annuale relativa alla corrispondente categoria di attività non domestica e aumentandola del 100%.
  3. In mancanza della corrispondente voce di uso nella classificazione contenuta nel presente regolamento è applicata la tariffa della categoria recante voci di uso assimilabili per attitudine quantitativa e qualitativa a produrre rifiuti urbani e assimilati.
  4. L'obbligo di presentazione della dichiarazione è assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità e nei termini previsti per il canone di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche ovvero per l'imposta municipale secondaria di cui all'art. 11, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23, a partire dalla data di entrata in vigore della stessa.
  5. Al tributo giornaliero si applicano, sussistendone i presupposti e in quanto compatibili, le riduzioni e le agevolazioni di cui agli articoli 25 (recupero), 26 (inferiori livelli di prestazione del servizio) e 27 (agevolazioni); non si applicano le riduzioni per le utenze domestiche di cui all’ articolo 23 e per le utenze non stabilmente attive di cui all’articolo 24.
  6. Per tutto quanto non previsto dal presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del tributo annuale.
  7. Per ogni singola occupazione si applicherà una tariffa complessiva minima non inferiore ad Euro 13,00.

 

 

Tributo Provinciale

  1. Ai soggetti passivi del tributo TARI, compresi i soggetti tenuti a versare il tributo giornaliero, è applicato il tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente di cui all'art. 19, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
  2. Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili al tributo comunale, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del tributo comunale.

      3.  Il tributo provinciale deve essere riversato secondo la periodicità e le modalità stabilite da specifiche disposizioni normative.

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Riduzioni e Agevolazioni

Riduzioni per le utenze domestiche (art. 1 comma 656-657-658-659-660 LEGGE 147/2013)

1. Per le famiglie economicamente disagiate, la tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile del 50%,  con reddito ISEE, riferito all’anno precedente, non superiore ad Euro 2.500,00.

2. Per le famiglie nel cui nucleo siano presenti persone portatrici di handicap ai sensi della legge 104/92 Art.3 comma 3 con invalidità superiore all’ 80 %, la tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile del 50%

 Riduzioni per le utenze non domestiche non stabilmente attive (art. 1 comma 656-657-658-659-660 LEGGE 147/2013)

  1. La tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile, del 15% ai locali, diversi dalle abitazioni, identificati alle categorie “ 16 ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie “ e “ 17 bar, caffè, pasticceria “, aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, purché non superiore a 183 giorni nell’anno solare.
  2. La predetta riduzione si applica se le condizioni di cui al primo comma risultano da licenza o atto assentivo rilasciato dai competenti organi per l’esercizio dell’attività o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità.

Riduzioni per il recupero (art. 1 comma 656-657-658-659-660 LEGGE 147/2013

La tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile nei seguenti casi:

a) Per le utenze domestiche residenti ,si applica la riduzione del 5% per la raccolta differenziata .

b) Per le utenze identificate che attueranno la pratica del compostaggio domestico e che saranno inseriti in apposito elenco stilato dall’Ufficio Tecnico, si applica la riduzione del 8%.

c) nei confronti delle utenze non domestiche che dimostrino di aver avviato al recupero nell’anno di riferimento, mediante specifica attestazione rilasciata dall’impresa, a ciò abilitata, che ha effettuato l’attività di recupero

  1. Le riduzioni di cui al comma 1 del presente articolo possono cumularsi fino ad un massimo dell’100% della quota variabile della tariffa base di riferimento e saranno determinate con la delibera di approvazione delle tariffe.
    1. La riduzione deve essere richiesta annualmente dall’interessato presentando idonea  documentazione entro il mese di gennaio dell’anno successivo, salvo i casi in cui siano predisposti idonei strumenti di misurazione e rendicontazione.
    2. La tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile nella misura del  8% nei confronti dei complessi a carattere turistico che vengono associati alla categoria tariffaria più pertinente (ad esempio: ristoranti o alberghi con o senza ristorazione) per tener conto delle particolari limitazioni operative a cui sono sottoposti, della localizzazione in area agricola e quindi della diretta possibilità di trattamento in loco, mediante compostaggio, di tutta la parte di rifiuti organici e vegetali nonché del carattere di stagionalità che riveste il tipo di attività. 

 

 

Riduzioni per inferiori livelli di prestazione del servizio (art. 1 comma 656-657-658-659-660 LEGGE 147/2013

1. Il tributo è ridotto, tanto nella parte fissa quanto nella parte variabile per le utenze poste a una distanza superiore a metri 500 lineari dal più vicino punto di conferimento per come stabilito dall’ente, misurato dall’accesso dell’utenza alla strada pubblica come da tabelle sotto riportate:

a) superiore a 500 metri lineari sconto 40%

 

 

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Cumulo di riduzioni e agevolazioni.

1. Qualora si rendessero applicabili più riduzioni o agevolazioni, ciascuna di esse opera

sull’importo ottenuto dall’applicazione delle riduzioni o agevolazioni precedentemente

considerate.

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Dichiarazione, Accertamento e Riscossione, Contenzioso Obbligo di dichiarazione

1. I soggetti passivi del tributo devono dichiarare ogni circostanza rilevante per

l’applicazione del tributo e in particolare:

a)           l’inizio, la variazione o la cessazione dell’utenza;

b)           la sussistenza delle condizioni per ottenere agevolazioni o riduzioni;

c)            il modificarsi o il venir meno delle condizioni per beneficiare di agevolazioni o riduzioni.

Le utenze domestiche residenti non sono tenute a dichiarare il numero dei componenti la famiglia anagrafica e la relativa variazione, in quanto i cambiamenti di composizione della famiglia anagrafica vengono rilevati attraverso l’acquisizione delle rilevazioni anagrafiche, unicamente però per l’abitazione di residenza. La tariffa verrà adeguata d’ufficio a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione dei componenti il nucleo familiare.

2. La dichiarazione deve essere presentata utilizzando gli appositi modelli predisposti dal comune:

a)            per le utenze domestiche: dall’intestatario della scheda di famiglia o da altro componente del nucleo familiare nel caso di residenti e nel caso di non residenti dall’occupante a qualsiasi titolo;

b)           per le utenze non domestiche, dal soggetto legalmente responsabile dell’attività che in esse si svolge;

c)            per gli edifici in multiproprietà e per i centri commerciali integrati, dal gestore dei servizi comuni.

3. Se i soggetti di cui al comma precedente non ottemperano, l’obbligo di dichiarazione deve essere adempiuto dagli eventuali altri occupanti, detentori o possessori, con vincolo di solidarietà. La dichiarazione presentata da uno dei coobbligati ha effetti anche per gli altri.

Contenuto e presentazione della dichiarazione

  1. La dichiarazione deve essere presentata entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo, utilizzando gli appositi moduli messi gratuitamente a disposizione degli interessati.
  2. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi qualora non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo. In caso contrario la dichiarazione di variazione o cessazione va presentata entro il termine di cui al precedente comma. Nel caso di pluralità di immobili posseduti, occupati o detenuti la dichiarazione deve riguardare solo quelli per i quali si è verificato l’obbligo dichiarativo.
  3. Ai fini della dichiarazione relativa alla TARI, restano ferme le superfici dichiarate o accertate ai fini del Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (TARES) di cui al D.L. n. 201/2011 art.14, della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di cui al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (TARSU),
  4. La dichiarazione, originaria, di variazione o cessazione, relativa alle utenze domestiche deve contenere:

a) per le utenze di soggetti residenti, i dati identificativi (dati anagrafici, residenza, codice fiscale) dell’intestatario della scheda famiglia;

b) per le utenze di soggetti non residenti, i dati identificativi del dichiarante (dati anagrafici, residenza, codice fiscale) e il numero dei soggetti occupanti l’utenza;

c) l’ubicazione, specificando anche il numero civico e se esistente il numero dell’interno, e i dati catastali dei locali e delle aree;

d)   la superficie e la destinazione d’uso dei locali e delle aree;

e)    la data in cui ha avuto inizio l’occupazione o la conduzione, o in cui è intervenuta la variazione o cessazione;

f)    la sussistenza dei presupposti per la fruizione di riduzioni o agevolazioni.

  1. La dichiarazione, originaria, di variazione o cessazione, relativa alle utenze non domestiche deve contenere:

a) i dati identificativi del soggetto passivo (denominazione e scopo sociale o istituzionale dell’impresa, società, ente, istituto, associazione ecc., codice fiscale, partita IVA, codice ATECO dell’attività, sede legale);

b) i dati identificativi del legale rappresentante o responsabile (dati anagrafici, residenza, codice fiscale);

c) l’ubicazione, la superficie, la destinazione d’uso e i dati catastali dei locali e delle aree;

d) la data in cui ha avuto inizio l’occupazione o la conduzione, o in cui è intervenuta la variazione o cessazione;

e) la sussistenza dei presupposti per la fruizione di riduzioni o agevolazioni.

  1. La dichiarazione, sottoscritta dal dichiarante, è presentata direttamente agli uffici comunali o è spedita per posta tramite raccomandata con avviso di ricevimento A.R, o inviata in via telematica con posta certificata. In caso di spedizione fa fede la data di invio. Qualora sia attivato un sistema di presentazione telematica il Comune provvede a far pervenire al contribuente il modello di dichiarazione compilato, da restituire sottoscritto con le modalità e nel termine ivi indicati.
  2. La mancata sottoscrizione e/o restituzione della dichiarazione non comporta la sospensione delle richieste di pagamento.
  3. Gli uffici comunali, in occasione di richiesta di residenza, rilascio di licenze, autorizzazioni o concessioni, devono invitare il contribuente a presentare la dichiarazione nel termine previsto, fermo restando l’obbligo del contribuente di presentare la dichiarazione anche in assenza di detto invito.

Poteri del Comune

  1.   Il Comune designa il funzionario responsabile del tributo TARI a cui sono attribuiti tutti i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attività, nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
  2. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario responsabile può inviare questionari al contribuente, richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e diritti, e disporre l'accesso ai locali ed aree assoggettabili a tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso di almeno sette giorni.
  3. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento può essere effettuato in base a presunzioni semplici di cui all'art. 2729 c.c.
  4. Ai fini dell’attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare, sino all’attivazione delle procedure di allineamento tra dati catastali e i dati relativi alla toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna, come superficie assoggettabile al tributo quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al DPR 138/98.
  5. Gli Uffici Comunali sono tenuti a comunicare tutti i dati, le informazioni e gli elementi indispensabili per l’applicazione del tributo.
  6. Nei casi di affidamento a terzi, il soggetto affidatario è individuato dall’Amministrazione Comunale quale Responsabile del trattamento dei dati personali di cui venga a conoscenza nell’espletamento delle attività connesse alla tariffa.
  7. Ai fini di quanto ai precedenti commi, il trattamento dei dati dovrà essere effettuato nel pieno rispetto della normativa vigente e, in particolar modo, del D.Lgs. 196/2003.
  8. Nei casi di cui al precedente comma 6, al fine di sviluppare sistemi di interscambio dei dati necessari all’attività di recupero dell’evasione dei tributi comunali, il soggetto affidatario è tenuto a consentire al comune l’accesso alla banca dati informatica contenente le informazioni in proprio possesso relative alle dichiarazioni dei soggetti passivi, acquisite nell’ambito dell’attività di gestione mentre il comune, si impegna a fornire l’accesso al soggetto affidatario, nel rispetto della normativa in vigore, alle principali banche dati (Siatel, Sister, Portale dei comuni, ecc) ed a fornire tutti i dati ed i tracciati necessari per la gestione delle posizioni tributarie ed inoltre, nell’esercizio della propria attività di controllo, qualora rilevi elementi utili al recupero della tariffa rifiuti, comunica le informazioni a soggetto affidatario. 

Accertamento

  1. L’omessa o l’infedele presentazione della dichiarazione è accertata notificando al soggetto passivo, anche a mezzo raccomandata A.R. inviata direttamente dal Comune, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata, avviso di accertamento d’ufficio o in rettifica.
  2. L’avviso di accertamento specifica le ragioni dell’atto e indica distintamente le somme dovute per tributo comunale, tributo provinciale, sanzioni, interessi di mora, e spese di notifica, da versare in unica rata entro sessanta giorni dalla ricezione, e contiene l’avvertenza che, in caso di inadempimento, si procederà alla riscossione coattiva con aggravio delle spese di riscossione e degli ulteriori interessi di mora.
  3. Qualora le somme complessivamente indicate negli avvisi, comprese le sanzioni e gli interessi applicabili, siano superiori a € 800,00 il contribuente può richiedere, nei casi di comprovata difficoltà supportata da idonea documentazione, non oltre il termine di versamento, una rateazione sino ad un massimo di 12 mesi, oltre agli interessi di cui all’articolo 35, ovvero la sospensione del pagamento degli avvisi fino a sei mesi e, successivamente, la ripartizione del pagamento fino ad un massimo di sei rate mensili. L’utente decade dalla rateazione nel caso di ritardo superiore a quindici giorni nel versamento anche di una sola rata e le sanzioni sono applicate per intero.
  4. Gli accertamenti divenuti definitivi valgono come dichiarazione per le annualità successive all’intervenuta definitività.

Sanzioni

  1. In caso di omesso o insufficiente versamento del tributo risultante dalla dichiarazione si applica la sanzione del 30% di ogni importo non versato. Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre alle riduzioni previste per il ravvedimento dal comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/97, se applicabili, è ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
  2. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, anche relativamente a uno solo degli immobili posseduti, occupati o detenuti, si applica la sanzione amministrativa del cento per cento del tributo dovuto, con un minimo di 50 euro.
  3. In caso di infedele dichiarazione si applica la sanzione amministrativa del cinquanta per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
  4. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui all’articolo 33, comma 2, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione amministrativa di euro 200. La contestazione della violazione di cui al presente comma deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.
  5. Le sanzioni previste per l’omessa ovvero per l’infedele dichiarazione sono ridotte a un terzo se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene acquiescenza del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.
  6. Si applica, per quanto non specificamente disposto, la disciplina prevista per le sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie di cui al D.Lgs. 472/97.
  7. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, a un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni.

Riscossione

  1. Il Comune riscuote il tributo TARI dovuto in base alle dichiarazioni inviando ai contribuenti, anche per posta semplice, avvisi di pagamento che specificano per ogni utenza le somme dovute per tributo comunale e tributo provinciale.
  2. Con Deliberazione del Consiglio Comunale vengono stabiliti il numero e le scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale, e, comunque, il pagamento in unica soluzione entro il xx xx di ciascun anno.
  3. Il versamento del tributo comunale per l’anno di riferimento è effettuato tramite modello di pagamento unificato di cui all’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997, ovvero mediante bollettino di conto corrente postale intestato al Comune.
  4. Al contribuente che non versi alle prescritte scadenze le somme indicate nell’invito di pagamento è notificato, anche a mezzo raccomandata A.R. e a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all’anno per il quale il tributo è dovuto, avviso di accertamento per omesso o insufficiente pagamento. L’avviso indica le somme da versare in unica rata entro sessanta giorni dalla ricezione, con addebito delle spese di notifica, e contiene l’avvertenza che, in caso di inadempimento, si applicherà la sanzione per omesso pagamento di cui all’articolo 33, comma 1, oltre agli interessi di mora, e si procederà alla riscossione coattiva con aggravio delle spese di riscossione. E’ applicabile la rateizzazione di cui al terzo comma dell’art. 32.
  5. La notifica dell’avviso di accertamento di cui al precedente comma può essere preceduta dall’invio di avvisi bonari di sollecito di pagamento, al fine di ridurre l’emissione degli atti di accertamento con conseguente contenimento dell’ammontare delle somme da riscuotere coattivamente.
  6. La riscossione coattiva è effettuata mediante ruolo coattivo di cui al D.P.R. n. 602/1973 o ingiunzione fiscale di cui al R.D. n. 639/1910.
  7. Non si procede alla riscossione coattiva qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di imposta, sanzioni ed interessi, non sia superiore all’importo di euro 30 (trenta) con riferimento ad ogni periodo d’imposta, salvo che il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento del tributo.

Interessi

  1. Gli interessi di mora, di rateazione e di rimborso sono computati nella misura del vigente tasso legale.
  2. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.

Rimborsi

  1. Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Il rimborso viene effettuato entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
  2. Sulle somme rimborsate spettano gli interessi nella misura prevista dall’articolo 35, a decorrere dalla data dell’eseguito versamento.
  3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 34, su richiesta del contribuente il credito spettante può essere compensato con il tributo dovuto per gli anni successivi o con le somme dovute a tale titolo a seguito della notifica di avvisi di accertamento.

Somme di modesto ammontare

  1. Ai sensi dell’articolo 1 - comma 168 - della Legge 296/06, non si procede al versamento in via ordinaria e al rimborso per somme inferiori ad € 12,00 per anno d’imposta.
  2. Ai sensi dell’articolo 3 - comma 10 - del DL 16/12, convertito dalla Legge 44/12, il Comune non procede all’accertamento, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di € 12,00 di cui al comma precedente, con riferimento ad ogni periodo d’imposta. Tale disposizione non si applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo.

Contenzioso

  1. Contro l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il provvedimento che respinge l'istanza di rimborso o nega l’applicazione di riduzioni o agevolazioni può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni.
  2. Si applica, secondo le modalità previste dallo specifico regolamento comunale, l’istituto dell’accertamento con adesione sulla base dei principi e dei criteri del Decreto Legislativo 19 giugno 1997, n. 218, limitatamente alle questioni di fatto, in particolare relative all’estensione e all’uso delle superfici o alla sussistenza delle condizioni per la fruizione di riduzioni o agevolazioni.
  3. Si applicano altresì gli ulteriori istituti deflattivi del contenzioso previsti dalle specifiche norme.
  4. Le somme dovute a seguito del perfezionamento delle procedure di cui ai commi 2 e 3 possono, a richiesta del contribuente, essere rateizzate, secondo quanto previsto dallo specifico regolamento in materia.

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Sostanze assimilate ai rifiuti urbani

Sono assimilate ai rifiuti urbani, le seguenti sostanze:

-      rifiuti di carta, cartone e similari;

-      rifiuti di vetro, vetro di scarto, rottami di vetro e cristallo;

-      imballaggi primari

-      imballaggi secondari quali carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili purché raccolti in forma differenziata;

-      contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica, metallo, latte, lattine e simili);

-      sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica, cellophane, cassette, pallets;

-      accoppiati di carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili;

-      frammenti e manufatti di vimini e sughero,

-      paglia e prodotti di paglia;

-      scarti di legno provenenti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura;

-      fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile;

-      ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta;

-      feltri e tessuti non tessuti;

-      pelle e simil-pelle;

-      imbottiture, isolamenti termici e acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, espansi plastici e minerali e simili;

-      moquette, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;

-      materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili);

-      frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati;

-      rifiuti di metalli ferrosi e metalli non ferrosi e loro leghe;

-      manufatti di ferro e tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili;

-      nastri abrasivi;

-      cavi e materiale elettrico in genere;

-      pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate;

-      scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido, quali scarti di caffè scarti dell'industria molitoria e della plastificazione, partite di alimenti deteriorati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina;

-      scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdure, etc.), compresa la manutenzione del verde ornamentale;

-      residui animali e vegetali;

-      accessori per l’informatica.

Sono altresì assimilati ai rifiuti urbani, ai sensi dell’articolo 2, lett. g), D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, i seguenti rifiuti prodotti dalle strutture sanitarie pubbliche e private, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano le prestazioni di cui alla legge 23 dicembre 1978, n. 833:

-      rifiuti delle cucine;

-      rifiuti da ristorazione dei reparti di degenza non infettivi;

-      vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi,

-      rifiuti ingombranti

-      spazzatura e altri rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani;

-      indumenti e lenzuola monouso;

-      gessi ortopedici e bende, assorbenti igienici, non dei degenti infettivi

-      pannolini pediatrici e i pannoloni,

-      contenitori e sacche delle urine;

-      rifiuti Verdi

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