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Territorio

Cosa puoi visitare

di Venerdì, 08 Agosto 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 06 Ottobre 2014

Cosa visitare a Ricadi

Immagine decorativa

"Appena la vidi seppi che quella terra, dalla quale si scorgevano magiche isole, era la mia seconda terra, e qui son venuto a vivere. Sto su un promontorio alto sul mare, è un panorama stupendo. E quando il giorno, dalla punta del mio promontorio, guardo gli scogli e le spiaggette cento metri sotto il mare limpidissimo che si fa subito blu profondo, so di trovarmi in uno dei luoghi più belli della terra"
Giuseppe Berto

fotografia "101031 Italie sud 056" di Schnäggli - Opera propria. Con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:101031_Italie_sud_056.jpg#mediaviewer/File:101031_Italie_sud_056.jpg.

Il faro di Capo Vaticano è il più importante ed il più potente del basso Tirreno. E' un faro di altura, posto a 38° e 37' di latitudine nord ed a 15° e 50' di longitudine est. Capo Vaticano è anche radiofaro, stazione importante per chi naviga da nord verso lo stretto di Messina: fu attivato la prima volta nel 1885 e rimodernato nel 1946. 

Fotografia della spiaggia del Porticello dal sito tropeaperamore-foto.myblog.it

Al limite del territorio, tra Ricadi e Coccorino, una piccola baia mostra ancora oggi le caratteristiche di un approdo naturale. Qui i ricadesi avevano il loro porto che consentiva di esportare i prodotti del suolo, specialmente olio, vino, grano, canapa, lino, con capienti tartane.

Fotografia mulino di Lampazzone

Lungo il torrente della Ruffa erano installati 15 mulini idraulici, alcuni con architettura araba, altri a pinnata. Ne rimane uno solo attivo in località Lampazzone. Gli altri sono in stato di totale abbandono. Questi mulini rimasero efficienti fino al secondo dopoguerra, ma ormai sono da considerare, ove esistono ancora, patrimonio storico. 

Il Museo della Civiltà Contadina consiste in un'esposizione di reperti della cultura popolare, oggetti di uso comune e attrezzi da lavoro utilizzati in passato nei campi del territorio circostante il Comune. 

Immagine decorativa

La piccola chiesa nella marina di santa Maria ha origine da un luogo di devozione alla Madonna della Misericordia curato dai Padri Gesuiti del Collegio di Tropea e trasformatosi nel tempo in luogo di culto affidato al Capitolo della Cattedrale di Tropea,dopo la soppressione della Compagnia di Gesù,ma ben presto assegnato ai parroci di Ricadi. Essi ne hanno rivendicato l’appartenenza in giudizio contro il comune che pretendeva di averne la proprietà alla fine del secolo XIX.

Fotografia scoglio Mantineo dal sito www.tropea.biz

Narra la leggenda di una profetessa di nome Manto che aveva il suo oracolo su uno scoglio al largo di Capo Vaticano, proprio davanti alle rocce granitiche che si protendono nel mare disegnando forme di mostruosi giganti che tentano l'assalto alle onde. Qui approdavano i naviganti spinti dal maestrale verso il Golfo dell'Aria, oggi di Gioia Tauro , o minacciati dallo scirocco improvviso.

fotografia torre Marrana

La Torre Marrana fa parte di un sistema di torri di avvistamento che risale al XVI sec. d.C. Il sistema difensivo era costituito da almeno sette torri, tutte nel comune di Ricadi: cinque di esse sono attualmente visibili allo stato di rudere (Torre Bali, Torre Marrana, Torre di Ruffa, Torre Tuono, Torre di Capo Vaticano), mentre due sono percepibili ormai solo attraverso i toponimi (Torre S. Maria, Torre Marino).

Fotografia torre Ruffa dal sito tropeaperamore.myblog.it

Delle 366 torri costiere, che costituivano uno degli apparati difensivi del territorio, alcune sopravvivono più o meno mutile, ma tutte richiamano ancora antiche paure. Alcune erano di forma cilindrica, altre tronco-conica o quadrata ed erano situate a circa tre chilometri di distanza l'una dall'altra. Furono edificate nel corso dei secoli XVI e XVII.

Fotografia Mulino in Torriani

La fiumara della Ruffa o di Brattirò, nasce in prossimità dei confini comunali di Drapia, Spilinga e Rombiolo e sfocia sulla spiaggia di località Ruffa (Comune Ricadi). Risalire la fiumara non è molto facile, per la presenza della fitta vegetazione.
Risalendo l'alveo del torrente troviamo degli antichi mulini. 

Fonte: www.capovaticano.biz
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