Ti trovi in:

Home » Territorio » La cittadina di Ricadi » La storia di Ricadi

Menu di navigazione

Territorio

La storia di Ricadi

di Giovedì, 03 Aprile 2014 - Ultima modifica: Martedì, 21 Aprile 2015
Reperti storici

ll Comune, attualmente, è composto da Ricadi capoluogo e da alcune frazioni; Lampazzone, Barbalaconi , Orsigliadi, Brivadi, S. Nicolò, Ciaramiti e infine Santa Domenica.
La nascita di questi villaggi o frazioni, come oggi si chiamano, si perde nella notte dei tempi. Il Comune di Ricadi è abitato da epoche assai lontane e porta, ancora visibili, le tracce delle antiche genti. Una necropoli preistorica è stata scoperta a S. Domenica con le tipiche tombe a cupola scavate nell’arenaria, insieme a reperti di grandissimo interesse storico e archeologico resti di necropoli paleocristiane sono visibili a Ricadi, Brivadi, S. Nicolò e Santa Domenica. Molti reperti originari della zona di Ricadi dalla preistorica all’età greco-romana paleocristiana sono ora conservati nei Musei di Reggio Calabria e di Nicotera, ma purtroppo molti di più sono stati distrutti dalla furia devastatrice del cemento armato e della insipienza e ignoranza di coloro che erroneamente credono di costruire il progresso distruggendo le testimonianze del passato o i rapporti delle popolazioni con la loro storia.
Da insediamenti di età greca rimangono cocci disseminati in quantità notevoli tra Santa Maria di Ricadi e Torre Ruffa , mentre tracce di edifici di età romana si rinvengono i quasi tutto il territorio.
A Ricadi nacque Giuseppe Antonio Ruffa (1754-1816) studioso di filosofia, ma anche appassionato di ricerche matematiche e naturalistiche. Fu maestro di Pasquale Galluppi (1770-1846) noto filosofo di Tropea.

Ricadese fu anche il pittore Agostino Petracca (1829-1883), di cui si conservano nel capoluogo un S. Antonio, una Resurrezione e una riproduzione della Madonna di Romania. A Caria, frazione di Drapia, c’è una Trasfigurazione, mentre dipinti si trovano nella cattedrale di Mileto. Le componenti culturali più incisive vennero tuttavia del Cristianesimo, che ha dato anche i patroni al comune: sono S. Zaccaria e San Nicola, che vengono festeggiati rispettivamente il 5 novembre e il 6 dicembre.
Ciò non toglie che in passato un periodo di grande benessere sembra si possa considerare quello della dominazione araba, iniziato verso la fine dell’ottavo secolo dopo Cristo: in quell’epoca fiorirono i commerci e prese sviluppo la coltivazione dell’ulivo. I musulmani e Cristiani si scatenò una lotta senza quartiere, le cui conseguenze si ebbero anche nelle azioni piratesche e nelle scorrerie, in cui si specializzarono i Sareceni che abitavano i paesi rivieraschi dell’Africa mediterranea.
I loro saccheggi venero a cessare solo in tempi moderni quando le flotte degli Stati europei fecero fronte comune contro la pirateria. All’agricoltura e ai beni da essa derivati si riconduce anche la storia e non solo la vita economica di Ricadi, per più secoli legata alle sorti dei ventiquattro casali che costituivano il contado della città Tropea . Questa esercitava sui casali diritti di origine feudale confermati dagli Aragonesi e poi dal Regno Borbonico, riscuoteva tributi in natura o in danaro, aveva con gli abitanti dei casali i rapporti tirbutari che stabilivano gli esattori. La città di Tropea aveva un parlamento composto dai rappresentanti dei nobili e degli onorati, cioè dei borghesi agiati: i primi si riunivano nel sedile denominato Erculeo e i secondi nel sedile Africano. I sedili, o consessi, amministravano la città e il suo contado per mezzo dei loro sindaci mentre il governatore regio amministrava la giustizia.

Video

Questionario di valutazione
E' stata utile la consultazione della pagina?
E' stato facile trovare la pagina?

Inserisci il codice di sicurezza che vedi nell'immagine per proteggere il sito dallo spam